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ETA’ ADULTA: l’ipercifosi può migliorare?


Succede a molti adulti di guardarsi allo specchio e di notare che col passare degli anni si sono incurvati sempre di più in avanti Qualcuno non si arrende e si chiede: posso arrestare questo processo? E’ possibile migliorare o è inutile provarci?

Iniziamo cercando di capire che cos’è una IPERCIFOSI. Guardando una schiena di lato possiamo accorgerci come questa non sia dritta, ma presenti delle curve la cui funzione è quella di ammortizzare le forze che gravano sulla colonna. Partendo dall’alto abbiamo una curva in avanti a livello cervicale, chiamata LORDOSI, una curva indietro a livello dorsale, chiamata CIFOSI, e un’altra curva avanti a livello lombare, chiamata sempre LORDOSI. Quando la cifosi dorsale, misurata su radiografia, supera il range di normalità si parla di IPERCIFOSI. Normalmente la cifosi dorsale presenta una curvatura compresa tra i 20 e i 60 gradi Cobb e questa ampia variabilità dipende da diversi fattori sia posizionali e relativi al tipo di esame effettuato (per esempio la posizione delle braccia), sia legati alla presenza di patologie che possono ridurla (es. scoliosi) o aumentarla (es. ipercifosi idiopatica, malattia di Scheuermann). Nell’anziano poi, sono frequenti le ipercifosi provocate da cedimenti vertebrali da osteoporosi: le ossa diventano più fragili e anche movimenti banali possono provocare piccole fratture della porzione anteriore delle vertebre, con conseguente incurvamento progressivo di tutta la schiena.

In realtà, indipendentemente da una condizione di ipercifosi o meno, il nostro tratto dorsale è destinato a flettersi in avanti con il passare degli anni. Per quale motivo?  La maggior parte delle persone trascorre tante ore per tanti giorni e per tanti anni in posizione curva, con la testa che guarda verso il basso.  Infatti, quando siamo fermi teniamo prevalentemente la posizione seduta, che accompagna più facilmente il dorso in flessione anteriore, e quando siamo in movimento tante attività (cucinare, pulire, fare bricolage…) ci richiedono di piegare la schiena in avanti. Tutti questi fattori possono portare ad una accentuazione della curva della cifosi dorsale, ad un aumento della rigidità, con relativo indebolimento dei muscoli estensori del tronco che provoca un vero e proprio collasso posturale, lasciandoci “schiacciare” dalla forza di gravità.

Con quali conseguenze? Nell’adulto e nell’anziano l’ipercifosi può rappresentare un fattore di rischio per il mal di schiena e peggiorare la qualità della vita perché aumenta la fatica nel sostenere la colonna sia in piedi sia seduti e riduce l’equilibrio e la stabilità nel cammino.

Torniamo alla domanda di partenza: è possibile spezzare questo circolo vizioso attraverso la fisioterapia e, nello specifico, attraverso l’esecuzione di esercizi specifici?

Certamente sì, gli obiettivi iniziali saranno la riduzione della rigidità del tratto dorsale e il rinforzo dei muscoli del tronco che si oppongono alla forza di gravità, per consentire un recupero della postura con minor fatica e l’integrazione della correzione nella vita quotidiana. Il trattamento con esercizi specifici, infatti, si baserà sin dall’inizio sull’apprendimento del movimento di ”autocorrezione”, cioè quel movimento che consente di raggiungere il miglior riallineamento possibile della colonna sul piano sa-gittale senza attuare compensi in altri distretti della colonna.

Una volta ottenuto il miglioramento si tratterà di stabilizzarlo nel tempo, riducendo la frequenza degli esercizi e integrandoli con altri tipi di attività fisica e sportiva, senza mai abbandonare la ricerca della correzione nella quotidianità.

Tutto ciò contribuirà a ridurre i dolori, migliorare la funzionalità del corpo e l’estetica.



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